Conviene il fotovoltaico con accumulo se la casa è vuota di giorno?

fotovoltaico con accumulo

Il fotovoltaico con accumulo può essere utile quando la casa resta vuota di giorno e i consumi si concentrano dopo il tramonto. La convenienza dipende però da quanta energia solare avanza durante le ore di produzione, da quanta ne serve successivamente e dal costo aggiuntivo della batteria. L’assenza degli abitanti, da sola, non permette di stimare il risparmio.

Il compito dell’accumulo è conservare energia per un utilizzo successivo. Nel caso di una batteria caricata dal fotovoltaico, il confronto riguarda quindi due momenti della stessa abitazione: quando produce più di quanto consuma e quando il fabbisogno supera la produzione.

La prima misura è il consumo dopo il tramonto

Una casa senza persone continua ad avere alcuni consumi, per esempio quelli del frigorifero e dei dispositivi lasciati accesi. Altri possono essere programmati nelle ore solari, se compatibile con le esigenze domestiche. Prima di dimensionare una batteria occorre quindi ricostruire le abitudini effettive, distinguendo il consumo diurno da quello serale e notturno.

Le bollette aiutano a individuare il fabbisogno annuale. Per un’analisi più precisa servono anche dati distribuiti nel tempo: ARERA ricorda che il Portale Consumi permette di consultare lo storico delle forniture, con un dettaglio che, secondo i dati disponibili, può arrivare al quarto d’ora.

Se il fotovoltaico è già installato, ai prelievi dalla rete vanno affiancati i dati di produzione e del monitoraggio. L’energia consumata direttamente dai pannelli, infatti, non compare come acquisto dalla rete. Leggere soltanto quest’ultimo dato darebbe una rappresentazione incompleta dei consumi della casa.

La batteria deve trovare energia da caricare

Il GSE descrive i sistemi di accumulo come dispositivi e logiche di gestione capaci di assorbire e rilasciare energia elettrica. La capacità della batteria va confrontata sia con il surplus fotovoltaico disponibile, sia con l’energia che la casa utilizzerà prima della successiva ricarica.

Occorre distinguere anche le unità di misura. I kilowattora, indicati con kWh, descrivono la capacità energetica; i kilowatt, o kW, esprimono la potenza. Nel confronto tra prodotti interessano la capacità utilizzabile e la potenza erogabile: una batteria può contenere energia senza riuscire a coprire contemporaneamente tutti gli apparecchi accesi.

La verifica deve considerare le stagioni. Una capacità che trova energia sufficiente nelle giornate estive può essere sfruttata diversamente nei mesi meno soleggiati. Il servizio PVGIS del Joint Research Centre della Commissione europea mette a disposizione dati e calcoli orari della produzione fotovoltaica, utili per costruire questa analisi.

Quanto vale l’energia spostata alla sera

Il beneficio economico dell’accumulo deriva dalla spesa evitata per l’elettricità che altrimenti sarebbe stata acquistata. Da questo valore va sottratto quello eventualmente rinunciato per la mancata cessione dell’energia usata per caricare la batteria. Il calcolo deve inoltre considerare le perdite di carica e scarica.

Un esempio chiarisce il meccanismo. Si ipotizzino 1.000 kWh annui restituiti dalla batteria alla casa, un rendimento complessivo del 90%, un costo variabile evitabile di acquisto pari a 0,30 euro per kWh e una valorizzazione dell’energia ceduta di 0,10 euro per kWh. Sono ipotesi didattiche, non tariffe di mercato o prestazioni garantite.

Voce Risultato dell’esempio
Energia annua fornita dalla batteria alla casa 1.000 kWh
Surplus solare necessario alla ricarica, con rendimento del 90% Circa 1.111 kWh
Spesa variabile evitata per l’acquisto dalla rete 300 euro annui
Valore rinunciato per la mancata cessione del surplus Circa 111 euro annui
Differenza prima dei costi dell’accumulo Circa 189 euro annui

La differenza va confrontata con il costo aggiuntivo del sistema e con le spese previste durante il suo utilizzo. Il risultato cambia se variano l’energia effettivamente trasferita, le condizioni economiche o il rendimento. Per individuare la spesa evitabile non basta dividere l’intera bolletta per i kWh: le quote fisse non scompaiono riducendo i prelievi.

Confrontare il solo fotovoltaico con il sistema completo

Una proposta utile dovrebbe mostrare due scenari riferiti allo stesso impianto e agli stessi consumi: uno senza accumulo e uno con la batteria. In entrambi devono risultare produzione prevista, autoconsumo, energia immessa e acquisti residui dalla rete.

Questo permette di attribuire alla batteria soltanto il beneficio che aggiunge. Il calcolo del suo rientro economico va riferito al costo incrementale, considerando anche la riduzione delle prestazioni nel tempo e le eventuali spese di manutenzione o sostituzione. Condizioni di garanzia, durata attesa e ipotesi di utilizzo devono essere leggibili nella proposta.

Il Portale Autoconsumo Fotovoltaico del GSE offre simulazioni tecnico-economiche per impianti da realizzare o già esistenti. Una valutazione specifica deve poi utilizzare le caratteristiche dell’abitazione e della soluzione proposta.

I dati da chiedere prima di decidere

Per confrontare dubbi e casi d’uso si possono leggere le discussioni sul fotovoltaico nel forum Edilnet, osservando quali consumi e quali condizioni accompagnano le esperienze raccontate. Un impianto installato in un’altra abitazione può offrire spunti, ma il suo risultato non si trasferisce automaticamente alla propria casa.

All’installatore conviene chiedere una simulazione che indichi quanta energia la batteria consegnerà effettivamente ai consumi domestici durante l’anno, quali perdite sono state considerate e come cambierà il risultato tra i mesi. Vanno chiariti anche capacità utilizzabile, potenza e compatibilità con l’impianto previsto o esistente.

Se la casa è vuota di giorno, il dato decisivo è quanta produzione disponibile può essere trasferita a un consumo successivo reale. È su quell’energia, e sul suo valore economico, che va costruito il confronto prima di scegliere la batteria.

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